Il commercio nella società delle informazioni: una questione di fiducia e sicurezza

Nella vita di una moderna azienda la sicurezza dovrebbe occupare un ruolo di primaria importanza. Parlare di sicurezza, tuttavia, non vuol dire realizzarla concretamente nelle quotidiane dinamiche commerciali. Come molte volte accade per altre realtà normative e tecniche che celano una dimensione di riduzione dei danni derivanti da attività in ampio senso “rischiose”, la dimensione della sicurezza informatica viene consapevolmente trascurata e se realizzata, in alcuni casi, semplicemente identificata dagli organi apicali e dirigenziali come un “costo”. Probabilmente, questo approccio superficiale è determinato dalle scarse informazioni sull’entità dei rischi che gravano sull’azienda, in generale, e sul patrimonio informativo della stessa, in particolare. E’ opportuno ricordare, infatti, che nella società dell’informazione i beni da proteggere sono sempre più immateriali e che i rischi legati all’integrità dei suddetti beni non sono facilmente trasferibili con sistemi di tipo assicurativo poiché si tratta di beni dotati di un intrinseco e non fungibile valore.

Uno dei pregi del codice in materia di protezione dei dati personali (D.Lgs. 196/03) è quello di aver posto all’attenzione degli amministratori delle piccole e grandi società il problema della sicurezza dei dati personali e con essa quella del patrimonio informativo e della sua intrinseca fragilità[1].

La sicurezza informatica e la conseguente difesa dai crimini informatici rappresenta, per le aziende che hanno deciso di fare commercio elettronico o semplicemente di utilizzare Internet come strumento di lavoro per migliorare l’efficienza produttiva, il primo e reale moltiplicatore di fiducia. La difficoltà di ricercare ed offrire una definizione idonea ad esplicitare cosa oggi rientri nell’espressione “commercio elettronico” risiede nel fatto che tale realtà è soggetta al continuo e frenetico evolversi della tecnologia informatica e delle conseguenti nuove e imprevedibili possibilità che, con cadenza sempre più ravvicinata, vengono offerte all’attenzione degli operatori commerciali e degli stessi consumatori[2].

Il commercio elettronico non è, quindi, solo un fenomeno squisitamente “economico” che trova in Internet una formidabile “rotta commerciale” capace di creare relazioni tra mercati fisicamente lontani, ma diviene, anche e soprattutto, un fenomeno sociale ed in ampio senso culturale[3]. L’instaurazione di rapporti commerciali per via “elettronica” era effettuata con successo già prima della diffusione capillare della rete Internet. Tuttavia, tali procedure negoziali potevano essere condotte solo tramite l’invio di dati attraverso un sistema chiuso al quale gli operatori avevano preventivamente deciso di aderire, accettando le regole e i protocolli per mezzo dei quali condurre e concludere le diverse operazioni[4]. L’evoluzione della tecnica informatica e dello stesso costume sociale ha determinato, nel tempo, l’affermarsi di una nuova visione di Internet e delle sue potenzialità “imprenditoriali”. Nel diffondersi di una fitta rete di relazioni commerciali che trovano “on-line” un formidabile momento di incontro tra domanda e offerta di prodotti e servizi, si può individuare il momento di passaggio da un commercio elettronico di tipo chiuso, in cui gli operatori dovevano preventivamente “entrare a far parte del sistema” accettandone le regole, ad un commercio elettronico “aperto”, in cui tutti coloro che intendono effettuare transazioni di qualsiasi natura possono, senza preventivamente dover entrare a far parte di una “comunità precostituita” e in un certo modo “garantita”, accedere al mercato globale ed alle sue offerte. L’attuale e il futuro sviluppo di questo particolare commercio rimane però legato alla soluzione dell’annoso problema di generare, ancor prima che profitto (in termini economici), fiducia nei consumatori verso l’utilizzo dei mezzi di pagamento “elettronici”.

La sicurezza dei dati informatici e delle reti che li veicolano è oggi il maggiore problema da risolvere per garantire un corretto sviluppo delle nuove tecnologie in e per l’azienda. Un moderno staff manageriale deve continuamente confrontarsi, infatti, con uno scenario mutevole di rischi provenienti dall’interno e dall’esterno della struttura aziendale[5]. Ancora una volta, così come nel passato per altri tipi di mercati, è la misura dell’affidamento nella sicurezza del mezzo che consente alla transazione di giocare un ruolo determinante nell’affermazione di un commercio che trova la sua linfa vitale in un flusso di dati ed informazioni veicolati attraverso una rete informatica. Se la sicurezza dei mezzi di pagamento fruibili attraverso Internet è alla base del futuro del commercio elettronico, l’affermarsi di quest’ultimo rappresenta, a sua volta, la premessa logica dello sviluppo della stessa società dell’informazione. Non comprendere fino in fondo il legame che unisce in modo indissolubile queste due realtà, vorrebbe dire trascurare una rilevante chiave di lettura per comprendere le vicende storiche legate alla produzione normativa, nazionale ed internazionale, di questi ultimi anni in tema di utilizzo delle nuove tecnologie informatiche, in generale, e di Internet, in particolare.

NOTE

[1] In argomento di misure di sicurezza, minime ed idonee, imposte dal Codice in materia di protezione dei dati personali D.Lgs. 196/03 si segnalano: ADALBERTO BIASIOTTI, Codice della privacy e misure minime di sicurezza, Roma, 2004; AA.VV., La mia privacy, Guide operative, Milano, 2004; AA.VV. Privacy. Guida giuridico normativa, Milano, 2004; A. ATTANASIO, La tutela della privacy, Forlì, 2004; F. BERGHELLA, Guida pratica alle nuove misure di sicurezza per la privacy, Editrice Bancaria, 2003; V.CUFFARO, V. RICCIUTO, V. ZENO-ZENCOVICH, Trattamento dei dati e tutela della persona, Milano, 1998; V. FRANCESCHELLI (a cura di), La tutela della privacy informatica, Milano, 1998. Altre informazioni possono essere reperite su: www.punto-informatico.it; www.clusit.it; www.costabile.net; www.diritto.it; www.microsoft.it; www.sophos.it; www.symantec.it; www.dirittoesicurezza.it; www.privacy.it .

[2] In tema di commercio elettronico si rinvia per ulteriori approfondimenti a:AA.VV., Analisi economica del diritto privato, Milano, 1998; G. ALPA- V. LEVI, I diritti dei consumatori e degli utenti, Milano, 2001; A. ANTONUCCI, E-Commerce, La direttiva 2000/31/CE e il quadro normativo della rete, Milano, 2001; T. Ballarino, Internet nel mondo della legge, Padova, 1998; COMMANDE’ G. SICA S., Il commercio elettronico.Profili giuridici, Torino, 2001; DELFINI F., Contratto telematico e commercio elettronico, Milano, 2002; C. SARZANA DI S. IPPOLITO- F., Profili giuridici del commercio via Internet, Milano, 2000; FULVIO SARZANA DI S. IPPOLITO, I contratti di Internet e del commercio elettronico, Milano, 2001

[3]

[4] PARODI-CALICE, Responsabilità penali e Internet, Milano, 2001,169

[5] AA.VV., Inside Attack, Tecnich di intervento e strategie di prevenzione, Roma, 2005, 17.